Antonio Cosentino, Filosofia come pratica sociale, Apogeo, Milano 2008 (13 euro)

  Dalla quarta di copertina

In un contesto in cui il valore dei prodotti viene decretato dall'enorme potere della televisione e dalle ragioni dell'economia consumistica, si corre il rischio che il bisogno di filosofia finisca per essere svuotato del suo potenziale senso di istanza critica per essere normalizzato e incluso nel sistema come uno dei suoi prodotti. La proposta di una filosofia come pratica o anche, "agoretica", come la chiama Cosentino, non Ŕ nÚ un mitico richiamo alle origini nÚ un troppo ottimistico progetto di rilancio della razionalitÓ moderna. La metafora dell'agorÓ pu˛ aiutarci ad aprire un orizzonte di esperienza non mediata dai mezzi di comunicazione di massa. Nello scenario della societÓ della tecnologia, del consumismo, della odierna "cultura terapeutica" e dei sempre nuovi conformismi, si tratterebbe di istituire oasi, terreni di gioco di pensiero riflessivo; micro-eventi di ricerca sviluppata con la propria testa e anche sulla propria testa con l'aiuto di una filosofia che, senza rinnegare se stessa, sappia mettersi al servizio della vita e proporsi some strumento di emancipazione.